I disturbi del sonno si possono classificare in due grandi categorie: le dissonnie e le parasonnie.

 

Le dissonnie sono quei disturbi del sonno che vanno a impattare sull’inizio o sulla continuazione del sonno andando ad alterarlo nella quantità, nella qualità o nel ritmo.
Abbiamo 4 tipi di dissonnie:

 

  • Insonnia: quando si ha difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno per almeno un mese. A lungo andare ci si sente sempre stanchi e privi di energie;
  • Ipersonnia: quando si dorme in eccesso, anche per 12-14 ore, oppure oltre al riposo notturno si dorme molte ore anche durante il giorno;
  • Narcolessia: caratterizzata da improvvisi attacchi di sonno durante il giorno o in situazioni non appropriate, come una riunione di lavoro o una conversazione ;
  • Disturbi del sonno legati alla respirazione: (es. le apnee notturne),  quando durante il sonno la persona smette di respirare o tende a respirare meno e quindi si risveglia di continuo.

 

Le parasonnie sono legate soprattutto ai disturbi psicologici del sonno e dei sogni e si manifestano nella fase non-REM. In questa categoria rientrano per esempio:

 

  • Sonnambulismo: chi ne soffre compie dei movimenti e dei comportamenti, a volte anche complessi, senza averne coscienza perché in realtà il soggetto sta continuando a dormire;
  • Sonniloquio: termine che indica il “parlare nel sonno”, il soggetto non ricorda di aver parlato durante il sonno e la sua qualità del sonno non è intaccata, ma non si può dire lo stesso per chi gli sta vicino;
  • Enuresi: caratterizzata dalla minzione involontaria durante il sonno in un bambino di età superiore ai 5 anni, in questo disturbo l’ereditarietà gioca un ruolo molto importante;
  • Bruxismo: fenomeno più marcato durante il sonno e causato dalla contrazione del muscoli implicati nella masticazione con conseguente sfregamento e digrignamento dei denti. Il soggetto non si rende conto del digrignamento dei denti, ma al risveglio potrebbe lamentare dolore a livello della mandibola;
  • Sindrome delle gambe senza riposo: chi ne soffre percepisce il desiderio irrefrenabile di muovere gli arti inferiori, unico apparente rimedio per trovare sollievo e conforto a dolore, fastidio e fitte alle gambe.

Chiedi consiglio al tuo medico o al tuo farmacista nel momento in cui queste problematiche diventano particolarmente debilitanti o anche pericolose.